Vista da Pechino la situazione, stasera, e' tranquilla. E tale deve rimanere. Il terribile terremoto che ha colpito le citta' del Sud-Ovest popolate volutamente fino all'inverosimile, a fare da avamposto allo sviluppo delle aree interne arretrate, sui canali televisivi ufficiali dell'emittente Cctv e' fatto di poche rassicuranti immagini che evidenziano la pronta risposta del Governo al disastro. Hu Jintao, il premier cinese, ha lasciato in tutta fretta il Giappone interrompendo una storica visita ufficiale. Mio fratello Antonio mi ha chiamato da Tokio dove lavora da due mesi, era preoccupato per me, due giorni fa un terremoto di magnitudo simile, 7.1 ha costretto anche lui a scendere in strada. Ma in Giappone, si sa, sono abituati a convivere con il sisma, sempre in agguato. Non a caso immagini in bianco e nero, sfocate, ma reali, di palazzi crollati, mucchi di macerie, sono le uniche trasmesse dal Sichuan da un'emittente giapponese con traduzione in inglese. E gli unici a discettare del futuro sono i sismologi giapponesi. Dalla Cina in questo momento e' davvero difficile capire l'entita' di un evento che ha purtroppo le carte in regola per guastare la festa delle Olimpiadi, piu' della mucca pazza che sta facendo strage di bambini nell'Anhui.
Basta costruire megalopoli senz'anima scrviveva qualche giorno fa Chila daily. Tirate su in pochi mesi, grazie a migliaia di contadini riconvertiti all'edilizia, con primordiali impalcature di bambu' avvolte in verdi reti trasparenti non sembrano temere i terremoti. La gente anche a Pechino e' scesa in strada, specie quella che stava nei grattacieli, e' rientrata dopo mezz'ora. Io ero per strada, durante la scossa piu' forte, non mi sono accorta di nulla.
L'aria e' fintamente tranquilla. Un appuntamento di lavoro e' inspiegabilmente svanito. Strano, I cinesi non bucano mai gli appuntamenti. Dalla finestra operai continuano a saldare al buio nel cantiere che sprizza scintille dall'altro lato della strada. Tirano su l'ennesimo mostro di cemento, in fretta, ignari di quanto e' successo a pochi chilometri dalla capitale. Si deve finire in tempo per l'8 agosto. Il tam tam ossessivo della torcia che ora e' nello Zeijhang riuscira' a coprire ancora quello che domattina apparira' come un vero e proprio disastro? La Cina, nonostante le Olimpiadi, sapra' chiedere aiuto? Il ciclone che ha devastato la Birmania e' ancora li, con le sue decine di migliaia di morti nelle risaie.
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